| Spiritualità |
|
|
Il Sacro Cuore di Gesù |
|
|
La Madonna di Fatima |
|
Il Sacro Cuore di Gesù
LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ Nella parrocchia di Santo Stefano la devozione al Cuore di Gesù è ben radicata sin da quando, nel 1909, il padre agostiniano Possidio Marabottini vi istituì il culto e la confraternita. La festa del Sacro Cuore, celebrata per tradizione l’ultima settimana di luglio, ha il suo momento culminante nella processione cittadina con il venerato Simulacro, e, con le varie manifestazioni, richiama nel centro storico per alcuni giorni gli abitanti dell’intera città. La devozione al Cuore del Redentore risale ai primordi della storia della Chiesa ed affonda le sue radici nelle Sacre Scritture. In particolare l’evento cruciale da cui deriva il culto è tratto dalla passione di Gesù, nel momento in cui uno dei soldati, poco dopo la sua morte, ferì con una lancia il costato di Gesù e dal suo Cuore, secondo il racconto evangelico, sgorgarono sangue ed acqua (Gv, 19-34). Per questo il costato ed il Cuore di Gesù divennero sin dai primi decenni della storia della Chiesa oggetto di contemplazione ed imitazione. Fu però soprattutto durante il Medioevo che la devozione al Sacro Cuore divenne da mistica ed individuale, come era stata per molti martiri e uomini di chiesa, a pubblica e popolare. Questo avvenne soprattutto nel XIII secolo, grazie agli ordini mendicanti. Francescani e domenicani infatti, con le loro predicazioni, contribuirono a diffondere ad ampi gruppi di fedeli forme di religiosità fino ad allora isolate, come la venerazione del Sacro Cuore. In epoca moderna, a partire dal XV-XVI secolo, la devozione al Cuore di Gesù si caricò di significati più profondi ed umani, assumendo soprattutto una funzione di riparazione ed espiazione per i peccati commessi dagli uomini. Un ruolo particolare in questa evoluzione ebbe san Francesco di Sales (1567-1622), che insegnò ai fedeli l’imitazione dei sentimenti di Cristo e soprattutto del cuore umano a quello divino. Sull’esempio di questo devoto santa Giovanna di Chantal fondò l’ordine della Visitazione, particolarmente dedito al culto del Cuore di Gesù. Di questo ordine fece parte santa Margherita Maria Alacoque, che ricevette da Gesù le prime rivelazioni del suo Cuore. La santa nacque a Lauthecourt, in Francia, il 22 luglio 1647. Sin da bambina avvertì una forte vocazione religiosa, ma dovette superare un lungo periodo di prove e sofferenze prima di diventare, nel 1671, monaca visitandina presso il convento di Paray-le-Monial. In questo luogo ricevette le quattro rivelazioni del Cuore di Gesù dal dicembre 1673 al giugno 1675, mentre adorava il Santissimo Sacramento. Da queste rivelazioni derivano le cosiddette “dodici promesse” che riassumono le grazie derivanti ai fedeli dalla devozione al Cuore di Gesù, in particolare la consolazione nei momenti difficili e nell’ora della morte, la benedizione e la pace per le famiglie dedite a questo culto. Margherita Maria avvertì immediatamente l’esigenza di diffondere il messaggio che le era stato rivelato, ma comprese anche le enormi difficoltà che questa diffusione avrebbe comportato. Dio allora, per confortarla, le confidò che avrebbe presto mandato da lei un fedele servitore per aiutarla nella difficile missione. Il fedele in questione fu il giovane sacerdote Claudio de la Colombière, che giunse in convento nel 1675. Era stato inviato a Paray-le-Monial dal padre de la Chaise, superiore gesuita di Lione, per verificare l’autenticità delle rivelazioni tramandate da Margherita Maria. Padre Claudio la ricevette in confessione e credette alle sue visioni, ma molte autorità religiose continuavano a dichiararsi incredule sulla veridicità di esse. Dopo la morte del sacerdote, avvenuta nel 1682, i suoi scritti divennero oggetto di particolare attenzione, soprattutto nel convento di Paray-le-Monial. Un giorno, durante la refezione, fu letto un passo in cui si parlava della terza rivelazione a suor Margherita. Le consorelle si convinsero allora dell’autenticità del messaggio divino e accettarono di consacrarsi, il 20 luglio 1685, al Sacro Cuore di Gesù. Nel corso del 1700 il culto iniziò a diffondersi anche al di fuori della Francia e furono avanzate alla Chiesa le prime richieste di approvazione ufficiale, soprattutto da parte delle confraternite. La prima approvazione fu concessa da papa Clemente XIII nel 1765 al Regno di Polonia. Soltanto un secolo dopo però il culto del Sacro Cuore divenne ufficiale per la Chiesa universale. Nel 1856 infatti papa Pio IX fissò al primo venerdì successivo alla festa del Corpus Domini la solennità del Sacro Cuore di Gesù, esaudendo una specifica richiesta rivolta da Gesù a Margherita Maria. Negli ultimi decenni del 1800 infine papa Leone XIII consacrò tutto il genere umano al Cuore di Gesù e ne approvò le litanie. |
|
La Madonna di Fatima
FATIMA-S.STEFANO: UN DOPPIO LEGAME Due motivi fanno della nostra parrocchia una piccola Fatima. Nel lontano 1947, trent’anni dopo la prima apparizione, a ringraziamento della particolare protezione ricevuta durante le tristi vicende legate alla II guerra mondiale, Maria Foschi e le sorelle chiedono ed ottengono ben volentieri dal giovane parroco di s. Stefano, l’agostiniano P. Roberto M. Fastella, di rinnovare una cappella della chiesa parrocchiale dedicandola alla Madonna di Fatima, esponendo in venerazione la bella statua da loro stesse donata. Era ed è il primo ed unico luogo di culto a Maria sotto questo titolo nella diocesi prenestina! I discendenti delle sorelle Foschi ogni primo sabato del mese si impegnano tuttora ad animare una giornata di adorazione eucaristica riparatrice e ad organizzare la festa annuale con la processione della Bianca Signora della Cova da Iria. L’altro motivo che lega la nostra comunità a Fatima è l’eccezionale visita dell’immagine pellegrina ufficiale del Santuario di Fatima che, in occasione del 90° delle Apparizioni, è venuta per la prima volta in mezzo a noi, dal 13 al 20 maggio 2007. |
|
O FATIMA, ADEUS!
di D. Massimo Sebastiani Cantando queste parole ogni domenica sera i portoghesi chiudono il loro pellegrinaggio di fine settimana a Fatima, agitando bianchi fazzoletti con le lacrime agli occhi, mentre l’immagine della Bianca Signora viene riportata processionalmente dall’altare centrale della Cova da Iria alla Cappellina delle apparizioni. Sentimenti analoghi hanno vissuto i numerosi fedeli che domenica scorsa 20 maggio gremivano la chiesa e la piazza di S. Stefano, al termine della celebrazione conclusiva della peregrinatio Mariae. L’immagine pellegrina della Madonna di Fatima proveniente dal Santuario portoghese era giunta in mezzo a noi, grazie all’Apostolato Mondiale di Fatima, associazione di Diritto Pontificio, domenica 13 maggio alle 19,45, dopo essere stata tutto il giorno nella basilica vaticana in occasione del 90° delle apparizioni alla Cova da Iria. Ad accompagnare la venerata immagine sull’elicottero gentilmente messo a disposizione dalla Polizia di Stato S. E. Mons. Diego Bona, assistente nazionale dell’Apostolato di Fatima, D. Luigi De Angelis, assistente regionale, il Cappellano e altre cariche di P.S. Ad accoglierla il vescovo diocesano Mons. Sigalini, il clero e le autorità cittadine, le confraternite, le associazioni e soprattutto un gran numero di fedeli e pellegrini, superiore, come sarebbe stato in tutti gli appuntamenti della settimana, ad ogni aspettativa. Con la scorta della Polizia e dei Carabinieri un fiume di gente ha accompagnato la “Madonnina”, come tutti l’hanno voluta chiamare sin dal primo momento, alla chiesa di S. Stefano dove i due vescovi e i sacerdoti hanno concelebrato l’Eucaristia. Poi si è entrati nel pieno del programma: a mezzanotte circa chiusura della chiesa fino all’apertura prima delle sette del giorno successivo. Subito iniziava il costante flusso di pellegrini e devoti che, accolti e guidati dai numerosi e impagabili volontari, potevano compiere la loro visita alla Madonnina. Non c’è stata categoria che non abbia risposto all’appello di Maria: il lunedì i ragazzi e le famiglie, con la bella catechesi di P. Virgilio Maurizi OFM. Il martedì è stata la giornata dei giovani, con i quali il nostro vescovo Domenico ha voluto celebrare il secondo anniversario della sua presenza in diocesi. Il mercoledì è stata la volta dei malati e del mondo del volontariato, con l’indimenticabile veglia conclusiva guidata dalla comunità carismatica Gesù Risorto di Palestrina. Il giovedì è stato dedicato ai sacerdoti e ai religiosi nella giornata eucaristica e delle vocazioni, culminata nella S. Messa presieduta da S. E. Mos. Bona cui ha fatto seguito la processione con il SS.mo Sacramento per il centro storico, resa più solenne dai numerosi drappi posti lungo il percorso e dall’infiorata realizzata dal gruppo Scouts. Il venerdì è stato riservato alla riconciliazione, anche se ogni giorno sono state numerosissime le persone che si sono accostate a questo sacramento, grazie alla collaborazione generosamente prestata da vari sacerdoti, tra cui D. Antonio Sardella, D.Luciano Sgualdi, D.Ludovico Borzi, P. Mario Cipollone. Molto bella la via Crucis penitenziale guidata da P. Aldo Bazan OSA. Il sabato è stato riservato ad associazioni e confraternite ed ha avuto il suo momento culminante nella celebrazione eucaristica serale presieduta dal R. P. D. Mauro Meacci OSB, Abate Ordinario di Subiaco, cui ha fatto seguito la solenne processione con l’immagine della Madonna. Oltre cinquemila i presenti! Domenica 20, infine, l’attesa e in qualche modo temuta conclusione: nella S. Messa delle ore 11, 00, presieduta da S. E. Mons. G. Girotti OFM Conv, che in qualità di Reggente della Penitenzieria Apostolica ci ha ottenuto il prezioso dono dell’indulgenza plenaria per tutta la settimana. Al termine della celebrazione la solenne consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, tanto richiesta dalla Madonna a Suor Lucia, e quindi il saluto in piazza Garibaldi, da dove l’immagine è partita per la tappa successiva: la parrocchia S. Giovanni Bosco in Rieti, lasciando in tutti la malinconia del distacco ma, credo, una fede e una devozione rafforzate dalla presenza della Madre. Un ringraziamento particolare alla Regione Lazio per la stampa del materiale divulgativo, all’Amm.ne comunale, alla Polizia, ai Carabinieri, alla Polizia Municipale. Grazie a d. Guido, P. Francesco, P. Walter e agli altri sacerdoti per la preziosa partecipazione, sempre attiva. Un ringraziamento all’UNITALSI, alla CRI, alla Protezione Civile e a tutte le associazioni, ai commercianti, ai numerosi sponsor, a coloro che ogni anno curano la festa della Madonna di Fatima, alla Banda Musicale Città di Cave per il generoso e disinteressato servizio. L’augurio che sento di fare é che la forte esperienza di fede vissuta insieme a Maria (circa seimila le comunioni distribuite nel corso delle celebrazioni eucaristiche!) porti sempre più abbondanti frutti di dialogo, collaborazione, condivisione dei valori fondamentali che accomunano credenti e non. |
|
IL FUTURO PAPA LUCIANI A FATIMA
di D. Massimo Sebastiani Fatima, agosto 1977, un anno prima della sia elezione. Con l’UNITALSI e un gruppo dei pellegrini veneziani c’è anche il Cardinale Albino Lucani, Patriarca di Venezia. Uno di loro, Ugo Padoan, ricorda: “Un ricordo meraviglioso di questo viaggio fu quando tutti assieme visitammo il sito ove i tre bambini videro l’apparizione della Madonna e la casa ove visse suor Lucia e la sua famiglia e trovammo sua sorella, una vecchietta tutta vestita di nero, ci accolse felice della vista. Poi ci siamo messi in viaggio per la città di Coimbra ove vi è il convento nel quale da molti anni vi si era ritirata suor Lucia. Nella loro chiesetta il Patriarca vi celebrò una particolare Messa, alla presenza, dietro la grata, di suor Lucia. Anche in questo caso fui partecipe per i preparativi nella sacrestia, per me fu una grande gioia servire Sua Eminenza. A fine celebrazione il Patriarca si ritirò a colloquio con suor Lucia, mentre tutto il gruppo lo abbiamo atteso con ansia onde poter sapere qualche novità. Era ora di pranzo, una sala riservata di un ristorante ci attendeva; abbiam preso posto, un tavolo era riservato per sua Eminenza e monsignor Carli e altri collaboratori, E’ qui che a viva voce un po’ tutti abbiam chiesto se suor Lucia gli avesse svelato qualche segreto; il Patriarca si alzò e ci disse: “Questa suora piccolina ma grande nel dialogare continuava a chiamarmi Santità e più le dicevo che ero un semplice Cardinale e lei continuava a rivolgersi con gran rispetto, e inchinandosi mi diceva: Santità! Nulla mi ha svelato, è una carissima persona”. Nel proseguire abbiamo visitato Lisbona e poi con rammarico i lPatriarca Albino Lucani ci ha lasciati per impegni già in programma e con una benedizione a tutti ci augurò una buona continuazione del viaggio. Ci siam lasciati con dolore e nello stesso tempo cn ifinita gioia di aver potuto vivere intensamente quei tre giorni assieme ad un uomo che sprigionava amore vero verso l’umanità. Per questo porto con me questo ricordo in eterno e scorgo sempre la sua immagine con il sorriso beato che ti dà la forza di vivere in pace. Chiudo questo mio ricordo dicendo che suor Lucia fu profetica chiamadolo “Santità”! |